giovedì 3 aprile 2014

Riposo forzato e ultimo mese di gravidanza: la ricetta per la sopravvivenza

Pazienza...ci vuole taaaanta pazienza - Img di Nina Cuneo

Parola d'ordine: riposo assoluto.
Dopo 8 mesi di gravidanza perfetta, la piccolina ha deciso di  rimanere tale e, giusto giusto per l'inizio del mio meritato primo mese di maternità mi hanno messo a riposo forzato che, lo dico per i meno esperti, consiste nell'alternare il letto al divano e il divano alla poltrona, con brevi incursioni sulla sedia.
Insomma la signorina non è neanche nata e rompe già le scatole :-)
Niente caffettini sotto il sole, niente passeggiate all'insegna della primavera, nessuna torta profumata da sfornare.
Ma neanche niente di tragico, se non fosse per quel pizzico di apprensione dovuto al fatto che le cose non stanno procedendo esattamente come dovrebbero e se non fosse che il nono mese di gravidanza è già problematico di suo e passarlo a casa a pensare non è esattamente il massimo.
Insomma senza svago e leggerezza quel tarlo del "partorirai con dolore" inizia a farsi largo nel tuo cervello con un po' troppa frequenza.
Ovviamente le teorie sulla questione clinica si sprecano, le mie e quelle di tutti coloro che mi circondano, quindi "era meglio ai nostri tempi che ti lasciavano tranquilla", passando per "ti sei stancata eccessivamente, ora che riposi vedi che cresce", fino a "dov'è il problema? i bambini piccoli sono sempre nati".
Inutile precisare che nessuna di queste affermazioni appartiene a un medico e che il fondamento scientifico delle nostre teorie è del tutto inesistente.
Qualora siate interessati a conoscere la mia personalissima opinione, sappiate che non ve la dirò proprio per non continuare a fomentare un flusso di informazioni abbastanza infondato e poi perché, forse più degli altri, tendo ad affidarmi completamente a chi di competenza.
Come si fa dunque a sbarcare le giornate se le si deve passare chiusi in casa, buttati sul divano, senza poter fare niente (neanche un dolcino, sigh), mentre fuori impazza la primavera?
Beh prima di tutto si tira una bella pindacciata al tempo e direi che la mia ha funzionato visto che oggi è una triste e grigia giornata invernale che metterebbe voglia di divano a chiunque. 
(Si lo so, mi state odiando...)
Poi, oltre a realizzare che c'è gente che ci passa tutti i nove mesi così, ci si deve dare un ritmo, imporsi dei rituali, vestirsi di tutto punto, truccarsi, sistemarsi i capelli, scegliere ogni giorno un paio di orecchini diversi e fare l'appello delle potenziali attività da svolgere, quindi affrontarle con lentezza in modo che non finiscano troppo in fretta. Evitate l'abbrutimento del pigiama, della tuta, delle pantofole e dei capelli sporchi, evitate di stare a guardare il soffitto perché la giornata sarà davvero interminabile e non accendete la televisione prima dell'ora di pranzo se no alle 4 di pomeriggio sarete in procinto di mandare un pacco bomba presso la sede di qualche tv.
Comunicate lo stato di clausura ai vostri amici e parenti e auguratevi che qualcuno di loro abbia voglia e tempo di venirvi a trovare perché la compagnia è un vero toccasana. A questo proposito sappiate che in infrasettimanale potreste scontrarvi (comprensibilmente, visto che la gente lavora) con il deserto dei Tartari.
Ora non vi resta che stilare una lista di tutti gli aspetti positivi derivati dallo stare a casa a non far nulla: vi sarà utilissima nei momenti di sconforto. Io per esempio ne ho già individuati alcuni:
- ho finalmente messo mano alla pila di libri che avevo abbandonato sul comodino da mesi. E devo dire che i libri e le loro storie sono in assoluto il miglior modo per far passare le giornate.
- non ho mai avuto la pelle tanto liscia. Ora che ho tempo da buttare infatti ne passo parecchio a spalmarmi crema idratante ed olio anti-smagliature in ogni dove
- ho sopracciglia e unghie perfette, da vera diva. E anche le gambe non sono niente male e sappiate che forse è la prima volta che stravinco la mia battaglia contro i peli superflui.
- sono autorizzata, per non dire obbligata, a non occuparmi di alcuna mansione domestica. E la mancata casalinga che in me si sente decisamente meno in colpa del solito.
- sto ascoltando cd che non sentivo da secoli e mi sto anche concedendo il lusso di cantare a squarciagola grandi classici della mia adolescenza e giovinezza. E anche questa è un'ottima medicina per lo spirito
- vista la frequenza con cui consulto la pagina di facebook, direi che non c'è gossip, inchiesta giornalistica, video tenero con cani e bambini, catastrofe o cazzata del movimento 5 stelle che mi sfugga. Sono una donna informata, sono sempre sul pezzo e questo mi rende orgogliosa.
Ecco, vedete? ora mi sento già meglio.
Quindi care ragazze che state come me (e siete in tante visto che "stai a riposo" è la cura per ogni male di noi donne incinta) la parola d'ordine è "pazienza", prima o poi il pupetto/a nascerà.
E anche se vi daranno delle isteriche-insofferenti per qualche sbrocco che vi concederete dopo giornate intere di pace, sorrisi e serenità, anche se ogni visita genererà in voi frustrazione perché niente è cambiato, anche se proprio quel giorno ci sarà qualcuno che invece di limitarsi al "mi spiace, stringi i denti", vi cercherà di convincere che va tutto benissimo e che stare chiuse in casa sul divano è un gran lusso, anche se la noia si impossesserà di voi a tal punto da farvi appassionare a "malattie imbarazzanti - terza stagione", beh sappiate che prima o poi finirà.
Detto questo ci tengo a precisare che al prossimo che mi dice "riposati, approfittane adesso, che poi dopo lo rimpiangerai" giuro che gli spacco il naso.

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