martedì 12 dicembre 2017

Benvenuto Raggio di sole - Parte seconda


È arrivato il nostro raggio di sole, quasi un mese fa e già ci accompagna quella sensazione del tempo che fugge e ci sfugge e tutto ci sembra ieri e invece sono già quattro settimane.

Pensi che sarai più padrona della situazione, che non potrà mai essere come la prima volta, ti domandi anche se sarai mai in grado di amare qualcun altro come ami il tuo primo figlio.

Poi arriva il momento e tutto è diverso, e l'esperienza conta poco e ti mettono sul petto un piccolo cucciolo di uomo, ancora sporco ed urlante e lo riconosci subito, è tuo figlio, e capisci che di nuovo niente sarà più come prima, che anche lui porta con sé una rivoluzione, che sarà il caos, che sarà amore.

Eppure una differenza c'é: non smetti neanche per un secondo di pensare all'altra, alla tua piccolina, a cosa avrà pensato al risveglio quando non ti ha trovato per le stanze della casa, a come reagirà nel vederti all'ospedale, nel realizzare che quel "fratellino" è una presenza in carne ed ossa, che richiede attenzioni, che non aspetta, che ancora non parla, non vede, non capisce.

E' vero, per il secondo figlio si è già genitori, ma questo non protegge, per fortuna, dallo stordimento. Perché quella sensazione di terra che trema sotto i piedi torna di nuovo e solo ora ho capito che è l'amore, quest'amore così enorme, così totale, così impegnativo che arriva e si impone e si prende un pezzo di noi. E non ci resta che cercare di fargli spazio, sostenerne il peso, custodirlo con la felicità e l'apprensione che si ha per ciò che più conta nella vita.

Il Piccolo F. ha fatto insomma un ingresso trionfale, si è anche guadagnato il titolo di "migliore della sorella" con delle iniziali performance notturne da vero "mangia e dormi", ci ha sedotti per poi abbandonarci a notti in bianco, pianti disperati, rumori indecifrabili, molto più simili a quelli della Piccola I. che a quelli di un bimbo santo.

E niente, l'amore nei primi mesi si traduce in occhiaie, pediatri, pannolini, dorme non dorme, respira non respira, ruttini, curve di crescita, cacche e lunghe notti di semi-sonno con un cucciolo rannicchiato sul nostro petto.

E poi c'é l'allattamento che, vorrei tranquillizzare tutte le neo-mamme, è un casino anche al secondo giro, nonostante la prima tu l'abbia nutrita così per un anno. È un nuovo inizio: i dubbi amletici sulla montata lattea, la preoccupazione che non basti, le difficoltà a farlo attaccare, le adorabili ragadi, quella sua bocca che cerca di continuo anche dopo una session di un'ora di tetta che ti ha stremato, il tiralatte e tutti quegli aggeggi che ti sembra offendano la dignità umana.

E la Piccola I.?
Beh, tiene botta, ammette con sincerità che il ruolo di sorella maggiore è assai complicato, lo tocca di continuo (e lo contagia con i suoi malanni di stagione), si è riscoperta la mammona che non è mai stata e ci sono giorni che vorremmo solo abbracciarla e prometterle che questo esserino crescerà e diventerà un suo compagno di giochi e monellerie.

Insomma è stato un mese bellissimo e molto impegnativo al tempo stesso, un mese in cui ancora una volta abbiamo fatto i conti con la consapevolezza che i figli, dal momento stesso in cui vengono al mondo, sono fatti a modo loro e tu puoi solo accettarlo e provare a crescerli nel migliore dei modi; con la consapevolezza che per quanto tu possa volerti bene, a loro ne vorrai sempre di più, che per quanto tu possa provarci non sarai mai pronto a sopportare il loro dolore, le loro cadute, le loro delusioni, le prove che la vita gli porrà davanti.

Insomma siamo di nuovo nel bel mezzo di una rivoluzione con i suoi folli entusiasmi, qualche preoccupazione di troppo e la forza delle prime volte delle cose.

Ma è tutta vita, una nuova, che ci ha travolto di nuovo ed è stato bellissimo.

E questa Piccolo F. la dedichiamo a te, come abbiamo fatto per tua sorella:

giovedì 13 aprile 2017

Parto con epidurale: un diritto o un capriccio?

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Disegno di Silvia Lonardo

Riemergo dal mio silenzio di mesi, un silenzio che non ho programmato, ma che è successo perché di scrivere bisogna aver tempo e voglia, riemergo, dicevo, per parlare di un tema che mi sta molto a cuore.
E' infatti notizia di questi giorni che finalmente anche a Sassari sarà possibile partorire con epidurale, anche nella struttura pubblica, anche se non si frequentano anestesisti o non si conosce qualcuno di "influente".
Una notizia che dovrebbe essere accolta con giubilo ed entusiasmo, ma che, come spesso succede nel mondo delle donne e delle mamme, ha subito dato vita a dibattiti, discussioni, conflitti.

Basta un attimo e ci sono già le fazioni pro e contro che affilano le armi, come se il diritto di fare l'epidurale ledesse in qualche modo quello di non farla.

lunedì 28 novembre 2016

Capricci, capricci e solo capricci


Mamme e babbi, vi voglio tutti a rapporto.
Montessoriani, steineriani, vecchio stampo e chi più ne ha più ne metta, venite qui, al mio cospetto.
La questione è seria ed urgente: mia figlia sta diventando prepotente e ha sviluppato un esasperato concetto del possesso, ma soprattutto quando ci si mette è capace di piazzare dei capricci da campionessa del mondo.

venerdì 16 settembre 2016

L'estate a due anni (e pure a 37)



L'estate a due anni (e poco più) è un concentrato di esperienze, avventure, nuove abitudini, concessioni e piccoli vizi.
Nel caso della Piccola I. significa andare al mare, viaggiare, stare scalza tutto il giorno, dormire tutti insieme dai nonni, fare le ore piccole, mangiare vagonate di gelati, pizzette o patatine fritte, fare tanta vita sociale e spararsi ore ed ore di altalena e scivolo al parco giochi.
Per la Piccola I. significa passare finalmente del tempo con i suoi genitori senza orari, appuntamenti, asili o scadenze. E di questo, lo abbiamo capito, ne abbiamo bisogno tutti, noi e lei.